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giovedì, settembre 30, 2004

ecco. me ne vado fuori dai coglioni e non torno prima di martedì. vado a vedere se la focaccina sta crescendo bene e a pronunciare un po' di pepiparole tipo une biere onsi deux, merci e magari torno che so un po' più di spagnolo. statemi bene. ah, e vi lascio un piccolo compito. trovatemi un modo per far capire al buonuomo che sto con bice e che quindi non gliela do, che settimana prossima devo andare a cena con lui. sì, devo, diciamo che mi è stato comissionato di farlo (andare a cena intendo), quindi mi aspetto qualche aiuto da parte vostra al mio ritorno. per dirla con le parole di nonci: vi amo, a presto!

postato da collegues | 23:55 | commenti (37)

Cosa fanno pin e pon quando si accapigliano e rotolano giù dalle scale dell'ariston mentre fanno le vallette di sanremo?


pata pin pon pam.

postato da collegues | 15:58 | commenti (50)

Annunciaziò annunciaziò. Foo si è messa con una. Verso le treemmezza, mentre si dirigeva verso casa, ha ricevuto la chiamata di uno con cui aveva passato parte della serata, che le diceva che era chiuso fuori di casa e voleva raggiungere lei.
Foo si è messa a ridere e gli ha detto, sì sì, questa è carina. E lui ha fatto appello al suo senso civico. Le ha detto: "non vorrai mica lasciarmi in mezzo a una strada? Non so dove andare!"
Vabbè, qualche pedalata, qualche pedante e via, nella notte verso casa.
Quando improvvisamente il ragazzo, beh, diciamo il buonuomo, richiama. È chiaro che è ubriaco. Per tutta la sera ha sbandierato con orgoglio il fatto che una volta foo l'ha baciato e poi non gliel'ha data. Era ubriaca, foo, quella volta. Adesso è ubriaco lui.
E la richiama. Dopo aver fallito con il suo senso civico, le chiede almeno il suo numero civico. Foo gli dice che non è ancora a casa.
"Come? Non vai a casa?? E con chi sei???"
"Sto andando a casa, sono con la mia bici."
"Non sei solaaaa??? Potevi dirmelo, stronza!"
E fu così che foo si mise con una, che di iniziali fa b.c.

postato da collegues | 12:36 | commenti (68)

Laele viene sempre più spesso a casa nostra per affrontare ogni giorno un suo piccolo dramma. Prima la tempesta ormonale scatenata da ivan. Adesso lo scambio di gelati e pasticcini. Niente di strano, in tempi di scambi di persone e di coppie. Siamo o non siamo in una soap? Che a un certo punto uno ti dicono che è sempre lui, anche se ha cambiato faccia e tu lo sai che non è vero che è lui. E i produttori ti strizzano l'occhiolino e ti dicono "è solo una parte, lo sai che è solo un attore". Cosa vuoi, si vede che adesso invece di essere una gelateria, il negozio sarà diventato una pasticceria tendente ai gelati. Come se fosse bisex, niente di male.
Molto più destabilizzante è un capolavoro di negozio di via paolo sarpi che ha un'insegna nuova nuova, ancora da scoprire, con scritto sopra "parrucchiere", con tanto di traduzione in cinese. Peccato che se guardi la vetrina vedi che vende borse.
Le ipotesi sono due: o c'è stato un errore di traduzione (pellettiere in fondo con tutte quelle doppie elle assomiglia a parrucchiere in cinese), oppure si tratta di un negozio molto aggressivo, di quelli che entri, ti siedi (per terra), dici che vuoi un taglio radicale e loro prendono il classico sacchetto di finta vacchetta borchiata e te lo mettono in testa.
Molto radical. Lo provo.

postato da collegues | 10:46 | commenti (51)

Personalità secessa.

Stamattina in palestra dopo la doccia mentre mi aspezionavo il viso alla ricerca:

A) di ciuffi di pelo sopravvissuti alla rasatura

b) di nuove rughe/allungamento e o approfondimento delle vecchie

c) di me stesso

ho pensato che questo blog è la fronte di un identità unica ma collettiva dove i nostri umori vengono fuori come brufoli. E la mattina non sai mai cosa ci trovi.

postato da collegues | 10:25 | commenti (1)

mercoledì, settembre 29, 2004

L'amica americana immigrata per amore mi ha fatto vedere duemila foto. Ce n'è una che mi ha fatto riflettere sui nuovi trend. Ci sono lei e il suo amante americano in pellegrinaggio nella silicon valley, immortalati sotto il loro santo patrono: Google.
È stato lui a farli rincontrare. E loro sono andati a rendergli grazie.
Che chic. Altro che tramonti. Questo sì che è vero romanticismo.
E per noi quale sarebbe la foto? Chi è il nostro vate, o il nostro caronte?

postato da collegues | 11:10 | commenti (113)

martedì, settembre 28, 2004

ROMA - Da «blogger» a «messaggiare», da «spam» a «ipermedia», da «riconfigurare» a «pop-up». Il mondo di Internet e dell'elettronica entra a pieno titolo nel vocabolario Zingarelli che ha "sdoganato" oltre 700 termini finora considerati out dai puristi della lingua.

e bondage café dove sta?

postato da collegues | 10:59 | commenti (103)

lunedì, settembre 27, 2004

Un post al sole.

Sul mio fine settimana scorrono ancora i titoli di coda e io proprio come se fossi davanti al tubo catodico resto nella più ipnotica delle catarsi, paragonabile solo al rigor mortis. Nella prossima puntate non ci è dato di sapere cosa succede perché purtroppo di questo sit com non c'è la trama su tv sorrisi e cazzoni. Comunque nella puntata precedente: Pin sfancula il maiale che all'ultimo minuto gli impone di raggiungerlo per il weekend "io non sono la pizza a domicilio che tu chiami e lei arriva!". Pin il giorno dopo riceve un messaggio " Ti lascio" Pin sapientemente non risponde e il maiale chiama da numero anonimo per vedere se il telefono è acceso. L'indifferenza di pin fa incazzare il maiale ancora di più tanto che chiama e grugnisce al telefono per circa due ore mentre pin acquista spothos e ficus benjaminus. Lo lascia definitivamente quando Pin esausto della conversazione gli da del morto di fame. Pin sabato sera è a casa depresso. Decide di cadere nel baratro della disperazione e si chiude in casa triste solo e disperato. Riceve una telefonata. Close up viso pin con barlume nell'occhio. Un sabato sera di tristezza e depressione, pin decide di farsi una maschera all'argilla verde. Indossa un paio di pantaloni oversize in felpa al ginocchio, non le nutande, zoccoli acquistati a cortina in mucca e felpa con zip aperta fino all'ombelico per consentire alla maschera di argilla di asciugare. Capelli non classificati. In questo incubo socio-estestico comincia l'attesa dell'ora di posa dell'argilla augurandosi di non ricevere neanche la visita di una zanzara. Dopo 20 minuti suonano alla porta. Pin green face apre la porta. Il maiale. Pin resta a bocca aperta per lo stupore e la vergogna. Scena ferma, silenzio. Risate fragorose il pubblico applaude, come nei jefferson. Le contrazioni del viso gli provocano il dolore di una ceretta all'inguine. Si guardano negli occhi. Pin cerca di essere serio. Il maiale lo guarda in faccia e poi gli zoccoli. Il pubblico ride di nuovo. Pin serio afferra la sua giacca e dice: mi dispiace, stavo per uscire. Il pubblico collassa dalle risate. Il maiale ride e non riesce ad essere serio. Pin è sconvolto, il maiale lo ha colto in un momento drammatico. Il maiale lo sa e pin gli fa un po' tenerezza. Pin è un bastardo. Pin sapeva che il maiale arrivava. glielo aveva detto Ingrid al telefono prima. "Pin stasera resta a casa DA SOLO mi ha appena chiamato il maiale". A Pin serviva solo un diversivo perché aveva torto marcio.



Un nuovo giorno è qui, anche per me...

postato da collegues | 17:48 | commenti (27)

Ritorna la mia amica who, a grande richiesta. Ritorna dalla sua immigrazione per amore. Passo con lei il pomeriggio e la sera di sabato. Giriamo per la città, la mia di nascita, e intanto parliamo. È una che parla tanto, lei, per cui mi capita che ogni tanto mi distraggo. Siamo sedute a un tavolo e vedo passare una ragazza con un bel fisichino, tutta abbronzata e noto che ha una gonnina di jeans minima e due belle gambe che le finiscono dentro a due stivali neri. Escono appena delle calze da sotto gli stivali. Mi dico: carina soluzione, che ironica. La noto. Ogni tanto anch'io portavo gli stivali con il vestito sintetico a fiori con gli stivali senza calze. E intanto who mi racconta. Mi dice di quando il suo ex le ha raccontato di aver scopato la fidanzata di un suo amico, durante una notte di ubriachezza estrema, mentre era ancora il fidanzato di who, nel bagno del locale xxx. E le ha detto che è stata una cosa pulita. Pulita. Io intanto vedo passare una che ha una gonnina di jeans e degli stivali neri. E penso, che carina, un'altra. Mi viene in mente noncicapisco, e il modo che avrebbe di guardarla. Poi però penso: ma come, pulito? Uno che sia mai entrato nel bagno di quel locale anche solo per soffiarsi il naso non può proprio pensare la parola "pulito". Figuriamoci poi tradire la fidanzata con la fidanzata di un tuo amico, scopandoci in un metro quadro scarso pieno di cart'igienica rollata e bava di piscio.
Ne passa un'altra. Questa ha una gonnina di jeans un po' più lunga, le gambe più bruttine e gli stivali sicuramente meno costosi.
Ma cazzo. Come fai a dire "pulito"? Ha ragione lei, who, a sentirsi ancora troppo incazzata con lui per tutto il resto. Mica i tradimenti.
Un'altra. Questa ha un originalissima minigonnina nera con sotto gli stivali neri, più chic. Io comincio a sentirmi soffocare. Sono tutte pettinate molto bene. Hanno tutte l'aria delle piccole troie modello. Ti scopo, ti sposo, ti faccio un figlio bello e mi faccio mantenere a vita. Con la casa e la vacanza. E la macchina grossa come il tuo uccello.
E se ti scopo mentre sei ubriaco e mi faccio mettere incinta, poi ho anche gli applausi di tua madre. Ma è tutto molto pulito.
Incontro una zia che non vedo dal funerale di suo marito. È ancora stordita. Ci sono in sacco di bambini intorno. Lei mi guarda e mi chiede: "E tu? Quand'è che ne compri uno?"
Cazzo, una non può più neanche fare shopping in pace. Adesso si rimane incinta anche così?

postato da collegues | 17:06 | commenti (13)

Oggi è un giorno senza tempo.

postato da collegues | 14:54 | commenti (23)

venerdì, settembre 24, 2004

Oggi ho la luce di questa giornata meravigliosa dentro. Quando abitavo a roma ho sempre pensato che il cielo facesse l’amore con la città e oggi anche a milano si tromba di brutto. Il cielo e milano stamattina sono senza materasso di grigio in mezzo e si toccano sopra ogni tetto e tra gli interstizi dei palazzi, si rincorrono felici su circovallazioni e tangenziali, una penetrazione completa e profonda di quelle in cui ti esce l’anima. Io qui sotto mi muovo piano, piano ma pieno. Ho imparato a risvegliarmi dall’anestesia che la società dei perennemente felici vuole somministrarmi, batsta non la voglio più. Non sono più uno di loro. Non sono più perennemente felice, a volte lo sono a volte no. Ma se c'è è qualcosa di vero. A volte mi sembra che non c’è più tempo per le alternative di umore, se vuoi essere sempre da copertina devi avere un sorriso ineluttabile, il non felice non è di moda, semmai un po’ di depressione, che poi è sempre lì quando non hai il coraggio di vivere le nuvole che hai dentro. Allora ti fanno l'anestesia generale che apri gli occhi ma non senti più niente.

Sveglia c’è il sole.

Credevo di vivere in una città che aveva perso il cielo. Apro gli occhi e trovo un cielo terso.

postato da collegues | 11:17 | commenti (71)

giovedì, settembre 23, 2004

Una volta una stronza che fa parte del mio passato mi ha detto con un sorriso ammiccante: "eh, sai, io ho un passato." Non capivo che significava. Voleva dire che da molto giovane era stata sposata con uno dei più importanti fumettisti italiani, morto per overdose dopo il loro divorzio.
Me la ricordo ancora lei che mi dice: "ho un passato". Adesso capisco. Adesso pensando a lei nel mio passato ho capito che significa avere un passato.

postato da collegues | 18:34 | commenti (31)

non ci si può più fidare di nessuno. Avete presente il mio fidanzato pizzaiolo? Stamattina ha cercato di farmi fare tardi offrendomi un caffè, finché sono stata salvata dal passaggio rapido di foo in bici. Gli ho detto: scusa, c'è la bionda, devo andare, è tardi. E lui mi ha replicato dicendo che aveva un'idea. Mi ricordavo quella famosa borsa che avevo portato prima di partire alla mia amica foo? quella che lui mi aveva detto che lei doveva mettercisi dentro, con le gambe fuori e io andare in giro con le mani ben salde sulle maniglie? Ecco, stamattina ha detto che ha avuto un'idea. Ha detto che dentro la borsa deve entrarci foo, che poi uscirà fuori con un bel costumino e una bella musichetta e farà uno spettacolino. mmmmmm. Per me è stato un affronto. L'ha vista due volte e adesso vuole già che gliela incarto.

postato da collegues | 13:08 | commenti (92)

IL mio umore oggi è paragonalbile al fungo di Hiroshima. Mi sento come se precipitassi da Enola Gay. Posso radere al suolo l’intero quartiere cinese e vedo già sti poveri asiatici nudi che corrono verso corso como 10. Per la gioia della suzzani che ci farà una mostra fotografica. Poverini tocca sempre a loro.Al posto della mia usuale nube di chanel ne lascio una radioattiva che lascierà i segni su tutti quelli che oggi entrano in contatto con me. Fra pochi giorni comincieranno a cadervi i denti i capelli e anche i peli pubici. Non fate bambini o vi nasceranno con un ano al posto della bocca. Non sono razzista ma mi rode tremendamente il culo. Tutto è comiunciato ieri sera quando mi sono fermato in farmacia per rifornire la mia mensolina (2km) dellle creme dopo che per due giorni ho usato il contorno occhi come crema corpo. Chiedo la mia roche Posay time realese e quella grande stronza di una farmacista mi consiglia un ANTIRUGHE. Gli ho risposto, signora è la prima volta che mi consigliano un antirughe. E lei : ma sa’ questa è una crema perfetta per una pelle dai 30 ai 35 anni. Avrei voluto dirgli Signora quanti anni pensa che io abbia? Ma qualcosa mi diceva che non avrebbe risposto 24. Faccio finta di niente e arrivo a casa dove ad attendermi non c’era la mia abituale e salubre e frugale cena ma una doppia dose di botulino con lectospirosi e salmonella e forse anche qualche staffilococco sfuso. Già mentre mangiavo sentivo degli strain spasmi esofagointestinali. La mia cena è interrotta da alien. Alien era entrato in me attraverso quella fottuta insalata. Ho pensato ad un’allergia, un’intolleranza, la peste bubbonica. Faccio finta di niente. Vado a vedere la tv mentr il mio corpo si dimena in preda al ballo di s.Antonio.. Chiama il maiale. Questo weekend non ci si vede. Faccio finta di niente. Punto la sveglia alle 7.30. Domani c’è Pt alle 8.30. Mi sveglio con ustioni di 8° grado all’angolo della bocca, all’angolo dell’occhio e credo anche vicino ad un altro buco. Penso all’alien del giono prima e a quello che ha potuto fare dentro di me durante la notte. Faccio finta di niente e corro in palestra. Quelle cazzo di spinta Arnold. Io non le avevo mai fatte…e pt che mi dice vabbè è meglio che vai oggi non hai niente da darmi. Come ha fatto a vedere quell’arrossamento prorpio lì?

postato da collegues | 12:40 | commenti (20)

Finalmente abbiamo avuto l'autorizzazione ministeriale, per cui, come avete notato, il bar ha la licenza e diventa ufficialmente un after. Il menù del giorno propone:
Ponini al salame piccante
Foocacce delicious
Pin Tonic.
Cosa posso portarvi?

postato da collegues | 10:08 | commenti (19)

mercoledì, settembre 22, 2004

Il cafè va a gonfie vele. Pin ha trovato il cazzo ideale. Pon è diventata un infermiera bestiale. Foo è come al solito in deficit ormonale. Noncicapisco scopa Pupa e cercano una terza. Peppoz è diventato ispettore. Sgru chi l'ha vista più. La ele è vittima di Ivan. Abbiamo un nuovo amico Ha, che è pure ricchione. E io speriamo che me la chiavo.

postato da collegues | 15:33 | commenti (215)

Mio dio quella storia del dildo fatto sul calco del pene originale del maiale è stata discussa e affrontata varie volte. Le imitazioni non mi piacciono, mica è il maiale cinese, e poi potrebbe conminciare una produzione in serie e mi ritroverei il pene maiale ad ogni angolo di strada...anche al mercato centinaia di peni maiali in giro per milano e nel mondo. Come le borse vitton. Da una parte questo un po' mi eccita dall'altra mi pone il quesito morale di dovermi preoccupare di essere geloso. Cioè dovrei essere geloso? Ciao Pin ieri ero a casa e mi sono fatto il maiale, uuuhhm che buono complimenti, Ciao Pin anche io lo faccio solo col pene maiale. Orde di persone che hanno la possibilità di provare il mio maiale! E' MIO!!!! Solo mio. Sarà pure un gran cazzo ma è solo mio!!!

postato da collegues | 10:50 | commenti (122)

martedì, settembre 21, 2004

Come insegnano i ladri d'automobili, le prostitute e i trafficanti d'organo, una parte vale molto di più dell'insieme. Ragione per cui ho avuto un'idea geniale. Non ho più intenzione di affittare il monolocale causa inutilizzo, lo trasformo in un albergo a ore, che rende molto di più.
Tra l'altro ho sempre pensato che uno può definirsi ricco se mentre lui è da qualche parte, da qualche altra parte c'è qualcuno che lavora per lui, donandogli quel senso di ubiquità tipico dei padroncini di fabbrica.
E mi piace pensare che qualcuno lavora per me, mentre scopa a casa mia.

postato da collegues | 14:07 | commenti (94)

Una mazzata sul collo, una direttamente in fronte. E poi il buio, risvegliarsi dopo qualche ora nel pronto soccorso di un ospedale dolorante e con una gran confusione in quel che resta del tuo cranio, senza i soldi negli stivali, pue con un occhio nero. Ai bei tempi queste erano le aggressioni, cose che possono succedere sulla strada. Basta avere una bellla scorza dura e tutto passa e vai a lavorare anche con gli occhi pesti. Cari amici da quando la parola parrucca è definitivamente uscita dal campo semantico delle cose favolose per entrare in quello delle cose tristi, sono cambiato, sono un una persona nuova e non perchè ho fatto le extension. Aggredito dal destino l'effetto mazzata è uguale ma senza lividi. Ma quando hai veramente un motivo per essere depresso non lo sei e vedi la felicità dietro l'angolo. Anche quella a volte può sorprenderti all'improvviso.

postato da collegues | 11:33 | commenti (12)

lunedì, settembre 20, 2004

OCCASIONE!
Offresi due splendidi monolocali con balconi, piante, cani e gatti perfettamente arredati e già innaffiati. Appartenenti a due ragazze igieniche e fumatrici. Zone comunque sia centralissime. Frigobar funzionante. Libreria stracolma di chicche, cd anche in copie multiple e gatto fantasma inclusi nel prezzo.
Armadi in disordine, ma molto forniti, quattrostagioni. Scarpe numero 39.
Cedesi causa inutilizzo.
Prezzo da concordare sulla base degli straordinari non pagati, causa contratto classe A, che incula le lavoranti ogni giorno molto molto dolcemente.

postato da collegues | 19:42 | commenti (10)

Ah, male male male. Male. Male. Me-il.

postato da collegues | 18:15 | commenti (2)

Considerazioni sui generis
Ogni tanto entra la nostra preside, guarda il nostro lavoro ed esclama: "figaaaaata!".
Mi estraneo e penso che la scena è disgustosa e che lei è estremamente volgare, con le sue gonne a spacco e il suo tacco a picco. E allora penso a com'è ingannevole la lingua comune, perché sulla bocca di tutti "figata" vuol dire pressapoco "cosa bella e piacente, invidiabile, di sicuro impatto". E invece "cazzata", l'equivalente fallico, sta più o meno per "errore generico, azione di indubbia inutilità, quisquiglia qualunquista".
Ammettendo per supposizione indiziaria che questi lemmi siano stati proposti dal mondo maschile, ora, forse c'è del maschilismo in "figata", stamattina non lo so. Ma sicuramente c'è anche molta autoironia in "cazzata".
D'altra parte forse non sarà un caso se in inglese maschio si dice male.

postato da collegues | 12:22 | commenti (23)

AAA: Per feticismo estremo e per amanti del genere, cercasi urgentemente foto cane maschio, di grossa taglia, qualsiasi razza, intento alla pratica del pissing.

postato da collegues | 11:08 | commenti (3)

domenica, settembre 19, 2004

Importante annuncio dedicato in particolare a pin e a noncicapisco.
Foo e Pon sono andate in palestra.
Antefatto. Cosa fanno foo e pon durante una noiosissima pausa pranzo domenicale? Fermo restando che la pausa pranzo di domenica non esiste, e che di solito si chama pranzo della domenica e include amici e parenti fuori dalla porta, oppure brunch (20 euro nel posto più scrauso, anche se non hai fame e vuoi solo un caffé).
Dopo aver girato a zonzo per cercare un bar dove prendere un panino e dopo aver vagato a vuoto e inutilmente al parco, alla ricerca e all'inseguimento di cani maschi di grossa taglia che pisciassero (ce n'erano due, di taglia piccola e non avevano voglia di pisciare), foo e pon erano stanche, disidratate e afflitte. Quando improvvisamente, ecco la soluzione: una palestra. Le due si fiondano dentro, si fermano alla insolita reception e chiedono qualcosa che possa migliorare almeno momentaneamente il giro della loro vita: due becks.
Mica è colpa nostra se l'ingresso della palestra era un bar. Comunque. Almeno lavoriamo più volentieri. La domenica specialmente.

postato da collegues | 17:53 | commenti (25)

Questo è per: dire che siamo ancora qui. Non nel senso che siamo vive. Più nel senso che siamo murate vive qui dentro. Ma soprattutto per dire che venerdì sera ci è venuto un grande senso di vuoto, perché ci siamo rese conto che il nostro guru del cazzo noncicapisco ci aveva chiesto un consiglio su cosa fare da single a milano e noi non abbiamo saputo fare altro che glissare. E invece c'erano cose che volevamo dirgli. Ad esempio che c'era il milano bici festival (o qualcosa del genere), con una pedalata di 78 km, sabato. E poi oggi c'erano altre cose pseudosportive. E lunedì per chi passa in bicicletta dalle grandi piazze, cappuccio e briosche gratis. Se partecipava oggi alla gita in bicicletta, versione noncicapisco junior, gli avrebbero perfino dato una maglietta in tinta con la sua bici arancione.
Insomma un sacco di occasioni a due (ruote) da non perdere. E noi non abbiamo fatto nulla. Siamo ingrate e poco sensibili.
Speriamo solo che un qualche demonio dell'etere riesca a comunicare con lui almeno in via magnetica, o che qualcuno che legge e lo conosce, magari lo chiami per dirgli che gli vogliamo comunque bene. Madonnamia, che giri di ruote. Ma insomma, è domenica mattina. E noi non siamo neanche andate a messa… o a massa?

postato da collegues | 11:53 | commenti

venerdì, settembre 17, 2004

Stamattina siamo entrate al bar e a un certo punto ho sentito uno che si metteva a cantare: "vivere… senza malinconia… ridere delle follie del mondo…" Ho alzato la testa e ho visto un deejay che una volta ha dichiarato amore a una collegues (ma stava provando un copione) e mi è venuta in mente la mia tourné come voltapagine, quando salivo sul palco, mi sedevo al fianco di quel fantastico uomo che era ed è il pianista, leggevo e giravo pagina.
Una tourné dedicata a voltare pagina. Che tempi. Che voglia di cambiamento. Che senso del nuovo. Voglio fare quello nella vita.

postato da collegues | 10:27 | commenti (114)

giovedì, settembre 16, 2004

vorrei una parrucca a quattro piani. In uno ci metterei il biondo-rafano. Tutte le civetterie e le cazzatuncole che alle bionde, chissà perché, si perdonano. Poi vorrei un metro di trecce da squaw, nere. Per legare il cavallo fuori dal saloon, quando vado a bere. Vorrei un piano fatto a torre di babele. Per metterci dentro tutte le parole che di solito vengono fuori a vanvera e non so dove collocare. Tutte le mail che non ho voglia di leggere e che non ho mai scritto. E per finire, in alto, vorrei una cresta arancione, verde e blu, in onore all'albume d'uovo che spalmavo alla mia amica Rana quando andava ai concerti dei Ramones per due volte incinta di sei mesi.

postato da collegues | 17:43 | commenti (58)

Qualcuno ha qualcosa da prestarmi da mettermi in testa?

postato da collegues | 16:22 | commenti (2)

Qualcuno si è stupito del cambio di tono del blog di questi giorni. Niente di strano.
A volte abbiamo sbattuto il muso contro le pareti del blog. Parlo delle volte che qualcuno si è risentito per quello che leggeva e che noi avevamo scritto. Sì, vabbè, che IO avevo scritto.
Ecco perché a volte diventa necessario andare a tentoni, cambiare direzione, come si cambia taglio di capelli quando finisce una storia importante. (sì, ne abbiamo già parlato oggi: devo andare dal coiffeur!)
Solo che a volte le persone che guardano e basta si sentono come allontante dalla sfacciatezza con cui invece il blog li dipinge. Da qualche parte ho letto che qualcuno diceva che esiste una sorta di distanza tra come le persone pensano che le pensiamo e quello che scoprono di come le pensiamo veramente, leggendosi sui blog. Ma non è così che li pensiamo veramente. Quella è solo un'esigenza e un'impellenza di blog! E allora forse sarebbe questione di tatto o falsità, nel modo in cui invece ci rivolgiamo loro in versione live. Non so.
Mi piacciono le persone che si mettono in gioco, questo si è capito. Non mi piacciono i moralisti che quando si sentono presi in causa si richiudono nel facile giudizio a distanza. E poi, come ha detto oggi il redivivo fuorisincro a pranzo (forse dovevo mettere una virgola, perché quando mangia mi sembra perfettamente in sincro) non si può non considerare il narcisismo di chi scrive, il compiacimento di raccontare una storia, magari brutta, trasformata all'occasione per il blog.
Un tempo ero felice quando mi accadevano le cose peggiori, perché significava che avevo un sacco di cose incredibili da raccontare. Più brutta la vita, migliore il racconto. Certo, un tempo. Ne ho già parlato una volta. E allora? Ci sono i voyeuristi. Che senza noi esibizionisti non potrebbero esistere. Per cui, cari signori che avete per passatempo o per hobby il voyeurismo, non giudicate. Al limite ringraziate.
E siccome la mia vita di questo periodo è una vera merda, direi che questo blog avrebbe enormi potenzialità.

postato da collegues | 15:56 | commenti (20)

mercoledì, settembre 15, 2004

Collestregue al lavoro
Qui ci serve un consulto, di quelli con idee belle e rampanti. Premesso che non abbiamo coinvolgimento diretto, e che in fondo non sarebbero cazzi nostri, ma allora di questo passo nessuno farebbe mai niente per cambiare il mondo, la situazione è questa.
In un'ambiente di lavoro, un giorno arriva un tale, che soprannomineremo provvisoriamente Fastidioso Interessante, in teoria a fare il suo lavoro. Per i corridoi si intrattiene con i colleghi dicendo che lui è un marito modello, che ama sua moglie, che è felice di avere per sempre la stessa donna al fianco. Poi arriva la notizia che aspettano un figliuolo e per festeggiare come si conviene a un perfetto modello di Fastidiosità qual esso è, lui pensa bene di intrecciare una relazioncina promiscua e provvisoria con una collega dal fisico promettente e dalla testa sempre molto a posto, almeno quanto a messa in piega. Girano voci in corridoio che li vedono sempre per protagonisti, sempre a piccionare nella pausa caffè e alle riunioni coi clienti. Nasce il di lui figlio. E lui lo festeggia sempre più in compagnia della nuova fiamma. Passano i mesi e ormai la cosa è nota: lui, avvinto dalla passione come l'edera, lascia la moglie e il neonato per dedicarsi alla collega. In giro le voci sono sdegnate, ma d'altra parte nessuno si sente di giudicare o di moraleggiare, e c'è anche chi difende la sua posizione dicendo che in fondo ha avuto coraggio a portare avanti la sua scelta.
Bene. Ma allora com'è che ieri l'altro, uscendo a pranzo, l'abbiamo incrociato con una sua nuova collega di lavoro, che per sintetizzare il tipo chiameremo Nicole Kidman, intento in una pausa di quelle dall'aria truffaldina?
Quest'uomo, ormai nominato definitivamente il Fastidioso, pur essendo un uomo qualunque, nel giro di un anno ha preso per il culo tre donne. Il che, lo so, fa emergere un dato statistico sull'intelligenza della specie (anche darwiniana) preoccupante.
Il punto non è se lui può o no scopare in giro con chi vuole (se almeno fosse un figo imperdibile, saremmo interessate anche noi a renderlo patrimonio dell'umanità femminea). Il punto è che lui è totalmente insignificante e privo di charme. Ma si crede il più figo dell'universo per le sue conquiste e le sue vittime gli sembrano confermare il suo posizionamento da missionario.
Al che, tre streghe, che chiameremo Collestregue, avrebbero deciso di fargli un piccolo scherzetto, per insegnargli come si trattano le ragazze e per raffinare le sue tecniche di addescamento alquanto banali e superate.
È qui che ci serve il vostro proverbiale aiuto. Si accettano suggerimenti, comparse, idee geniali, sorelle straffighe in prestito, ponti tibetani o altro, per punirlo. Farlo con una frusta sarebbe troppo facile.

postato da collegues | 14:50 | commenti (78)

lunedì, settembre 13, 2004

Qualcuno mi ricorda che tra due giorni devo dare l'antifilaria ai dobermannnn?

postato da collegues | 12:44 | commenti (43)

venerdì, settembre 10, 2004

L'Iraq di Dio.
La Recensura, una signora recensione.


In occidente abbiamo questa fissa degli anniversari. Ce l'abbiamo. Le scadenze, le bollette, i compleanni. Le date celebri. Il primo bacio. Il primo sputo in faccia. L'11 settembre. Una cosa tipica occidentale. Così pensavo che dovevo andare prima a vedere il film, per non essere impreparata. Perché magari l'11 succedeva qualcosa.
Ma è qui che mi sbaglio. Ho trovato un articolo del 10 settembre 2002. Un anno dopo. Diceva che lo stato di allerta era salito al massimo livello possibile. Perché si temevano altri attacchi.
Ma perché i terroristi dovrebbero essere così scemi da tentare una mossa quando tutti se la aspettano? Ah, sì. Forse per questione di diritti televisivi. Ecco.
La cosa che più mi fa pensare è questo fatto della globalizzazione. Per una volta credo che in questi giorni tutti siamo allineati e più o meno in giro per il mondo tutti stiamo pensando le stesse cose. Forse.
Sono andata al cinema per emozionarmi e rivedere in grande le immagini del WTC che si scioglieva. Per alimentare la mia perversione e la mia sete di immagini perfette per uno schermo cinematografico, che ho visto solo il tv. Come se, come sempre, avessi perso la prima visione e avessi solo visto la cassetta in piccolo formato. Peccato che non era esattamente così. Era il mio perenne senso di colpa che mi parlava.
Ma non ci sono state quelle immagini. Ognuno se le ricordava. In grande. A schermo vuoto.
In una guerra con le immagini, ho apprezzato le immagini povere e crude. Accozzagliate. Senza prova costumi.
Al Jazeera. Michael Moore. Fox Tv. Rete4. La bandana, le bende sugli occhi. Le bende sulle ferite. I sacchetti in testa. Vedere o non vedere. Vedere e non capire. Uscire e vedere che perfino la gomma della bicicletta ha il morale a terra.
Quando i soldati cantavano ho pensato a noncicapisco. E mi è piaciuto.

postato da collegues | 15:40 | commenti (29)

Ieri sera sono andata al cinema, finalmente. E al rientro ho pensato una cosa. Si dice che i gatti, secondo le regole del feng shui (che si vedde che l'hanno studiato da piccoli), tendono a mettersi in prossimità dei punti della casa carichi di energia negativa, per risucchiarla.
Mi sono chiesta che cazzo se ne facciano. E sono arrivata alla improbabile conclusione che gli serva per trasformarla in carburante per quando accendono quel motore e fanno le fusa. Comunque.
Ho notato che la mia ragazza a righe scomposte veniva sempre ad infilarsi bellamente nel letto tra me e the professor. Chissà. Da quando lui se ne è ito, lei non viene a dormire con me manco morta.
Ieri sera rientrando l'ho trovata appollaiata sulla scrivania (prima volta assoluta), che riposava (o che cazzo stava facendo non so, forse covava), sopra il pendente con la madonna. Ora. Questo darebbe ragione al signor monnezza (quante ne sa di cose sporche?), ma significherebbe anche che se una vuol sentirsi protetta dalle insidie del mondo l'unica soluzione sarebbe quella di andare in giro con un gatto al collo.
Altro che amuleti.

postato da collegues | 10:18 | commenti (28)

giovedì, settembre 09, 2004

Oggi è una di quelle giornate in cui: ti svegli che non hai mai dormito, ti senti di metterti le scarpe a tacco alto ma fai fatica a trovare i piedi e soprattutto sei pronta e disponibile a ricevere sorprese di ogni tipo, ma non mazzate sul capezzolo.
Oggi ho ricevuto: una busta piccola col pluriball dentro, che conteneva un sacchetto di carta stroppicciato (tenuto a lungo in tasca) con sopra la scritta Mercat Des Port, che conteneva un pendente grande come una grande noce, che conteneva l'immagine della madonna in assunzione verso il cielo, circondata da putti sgargianti e imberbi e da nuvolaglie che promettevano miele. I piedi della madonna calpestano la scritta "purisima", con una esse sola.
Ho reimballato il tutto e ho detto: vabbè, sono pure diventata santa adesso. Oppure qualcuno mi vuole assumere come baby-angel-sitter.
Ma poi ho ricevuto, pochi minuti orsono, una mail di quelle che ti fanno pentire di non aver dormito stanotte. Di quelle che quando le leggi ti si arricciano le lacrime in tanti bei boccoli biondi. Di quelle che vorresti tanto averle ricevute.
I mittenti, obviously, sono due differenti. Ma siccome la logica del think different, oramai ci ha inguantati tutti, come delle belle cotolette di lattex alla milanese, posso dirmi quantomeno confusa. Ecco.

postato da collegues | 15:36 | commenti (36)

Oggi è una di quelle giornate cominciate con un collasso. Ero alla chest press a presa stretta per fare i tricipiti. E' come quando il mare si ingrossa e cominciano onde alte come tre piani di un palazzo, tsunami e sbattimenti. Tutto dentro il tuo stomaco. Un tono dietro l'altro il mio coolorito è sceso fino a -5. Mi alzo e dico PT sto male. L'odore del detergente per i pavimenti mi ammazza. Esco fuori e sudo come una statuetta che fa i miracoli. PT mi dice te lo avevo detto che non dovevi prendere il cafe io lo guardo e penso di utilizzare le mie ultime pulsazioni a 125 a riposo da 5 minuti pper ammazzarlo. In fondo è lui il colpevole. Oggi ho tanto da dire. Ma quando le parole diventano lacrime sto zitto. Mi si scioglie il trucco.

postato da collegues | 10:55 | commenti (58)

mercoledì, settembre 08, 2004

Fate finta di partecipare ad una catena di solidarietà. Se voi doveste creare un peronaggio da fumetto che di lavoro fa l’arbitro, come lo chiamereste? Tipo l’arbitro giapponese Yono Yokomai. Vi prego fate un offerta.

postato da collegues | 11:23 | commenti (99)

martedì, settembre 07, 2004

Se Noncicapisco vi parla di vestaglie e mutande e Pon di pigiami, a me non resta che introdurvi le mie ragadi anali. Ma penso che per stamattina posso farne anche a meno, tirate un sospiro di sollievo. Ragazzi sono tornato, tornato lì dove il triumvirato trans ha lasciato un vuoto incolmabile. Nessuna resiste più del tempo di una ricrescita per la ceretta. Quella nuova non so neanche come si chiama, Noemi o qualcosa del genere (NO NAOMI) ma è matta persa pure lei, la sua caratteristica è che porta un lampadario di murano in testa sotto forma di toupet che, facendosi largo nella folla, fa roteare con larghi giri del collo. E’ stata carina quando me l’hanno presentata perché ha fatto tutta una scena di svenimenti che mi si buttava addosso e diceve cose che io non capivo e poi mi ha detto “ Parte domani con me por el brasil”. Io ho riso e gli ho detto grazie e a che ora dovevo farmi trovare all’aeroporto. La scena madre, però, è stata quando il mio amico pop star (quello dell’acqua) ha rimorchiato un americano che apparteneva ad un gruppo, quindi il resto del gruppo di americani super vitaminizzati mi ha messo in mezzo, perché era ovvio che se uno si era accasato con il mio amico io dovevo ospitarne almeno un altro paio. Il mio contratto prematrimoniale al coma 11 del articolo 3 prevede che io una volta al mese abbia la possibilità di calcare le scene, calcare ma non battere…E poi tradirlo in quell’occasione sarebbe scontato. Tutto ciò significa che se l’amore trionfa non fa altrettanto la mia disintossicazione.

postato da collegues | 10:51 | commenti (62)

lunedì, settembre 06, 2004

Donatore Di Martirio

Ravanella Negli Ani

Tirava Lembi

postato da collegues | 12:03 | commenti (16)

giovedì, settembre 02, 2004

Pigiama-parti
Ho appena finito di leggere il post di noncicapisco sulla vestaglia che non ha. E allora ho pensato che invece vorrei poter avere un lungo corridoio dove poter appendere come in una vetrina tutti i pigiami che mia madre si ostina a regalarmi. Natale, compleanno, perfino qualche fuori programma. Un pigiama non manca mai. Noncicapisco. Forse spera che non faccia brutta figura se per caso mi ricoverano d'urgenza nel reparto rianimazione dopo un tentato suicidio, uno stupro multiplo o una sparatoria in una rapina in banca. Per overdose no. Anche se esagero sto sempre in piedi. Forse vuole che vada a letto spesso e presto. E soprattutto sola. Perché quei pigiami sono meglio di una cintura di castità. Nemmeno un'adolescente prima dello sviluppo ormonale potrebbe mai dormirci senza fare sogni proibiti. Forse vuole ancora darmi il bacio della buona notte e rimboccarmi le coperte.
Qualche giorno fa me ne ha regalato uno. Uguale a me e a mia sorella. Che già questo è sintomatico della sua sindrome del: non voglio fare differenze. E meno male che almeno io e mia sorella abbiamo lo stesso sesso, altrimenti sì che sarebbe stato imbarazzante, almeno per una delle due. Questo è uno di quelli che rientrano nella categoria spiritosi. Perché lei nonostante tutto non li sceglie mai banali. Questo è azzurro a pois bianchi. Ha perfino un taschino asimmetrico sul davanti, con due bottoni. Ha persino i bottoncini intorno al giirocollo. Ha perfino i pantaloncini a pinocchietto, con due fiocchettini già legati sul fianco, laddove finisce la stoffa e iniziano le gambe. Mia madre forse non lo sa che io non porto i pigiami. Forse non le ho mai detto che uso le sue vecchie sottovesti. O quando mi sento più un uomo uso una t-shirt qualunque. Che ogni tanto ne ho proprio voglia. e mi rompo il cazzo delle gocce di chanel che una donna deve indossare a tutti i costi. Perché se indosso qualcosa è perché voglio dormire. Altrimenti non lo so cosa mi rimane addosso. magari qualche graffio. Allora ho sbagliato io. Eppure lei continua. Una volta straordinaria ha regalato un pigiama inenarrabile al professore. Era natale. Eravamo non so più dove. La solita scatola del pigiama. Oddio, mi dico, un altro. Ma quello era un capolavoro. Era un pigiama a scacchi bianchi e neri, con un orsetto-panda, bianco e nero, che faceva outing, si svestiva in diversi step dei suoi guantini neri, si toglieva la maschera e continuava uno streap stratosferico che terminava con lui nudo e di spalle, che ci mostrava il culo stretto stretto. Ho pensato che mia madre la sapesse lunga. Ma adesso non capisco cosa significa il suo pigiama pinocchietto. Mi sta dando della bugiarda???

postato da collegues | 16:21 | commenti (87)

mercoledì, settembre 01, 2004

cari, sì, non so più se sono capace di usare una tastiera, e di mettere insieme due parole. Non ho scritto neanche una riga, pochissimi sms e neanche una parola su nessun muro da quasi un mese: praticamente un record olimpionico. Sono molto cambiata anch'io. Oggi volevo tornare e darvi una notizia. E invece non posso. Volevo dirvi che questo era ufficialmente diventato un blog di single, perché dopo tre, dico tre illustri lustri trascorsi a lustrare i lustrini delle scarpe altrui, ora sono ramenga e solinga, come una pulzella con sembianze di madonna del trecento, appesa a un muro un po' sbiadito di una città sconosciuta. E invece non posso farlo, perché pin (il solito primouomo) è fidanzatissimo. Quindi tant'è. Siamo ancora così. Ci siamo. Io ho intenzione di scaravoltare tutto. Ho bisogno di recuperare l'incazzatura delle radici. Perché sono convinta che all'origine del mondo c'era l'incazzatura.
Eccomi. Pronta a giocare a domino.

postato da collegues | 10:22 | commenti (95)

ladies and gentlemen... è tornata pon!!!!!
dai, fate qualcosa per contrastare quel grigio che la saluta qui fuori, fatele sentire che ha fatto bene a sentire la nostra mancanza (facciamo che l'ha sentita, la vogliamo pensare così)!

postato da collegues | 10:05 | commenti (1)