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martedì, settembre 07, 2004

Se Noncicapisco vi parla di vestaglie e mutande e Pon di pigiami, a me non resta che introdurvi le mie ragadi anali. Ma penso che per stamattina posso farne anche a meno, tirate un sospiro di sollievo. Ragazzi sono tornato, tornato lì dove il triumvirato trans ha lasciato un vuoto incolmabile. Nessuna resiste più del tempo di una ricrescita per la ceretta. Quella nuova non so neanche come si chiama, Noemi o qualcosa del genere (NO NAOMI) ma è matta persa pure lei, la sua caratteristica è che porta un lampadario di murano in testa sotto forma di toupet che, facendosi largo nella folla, fa roteare con larghi giri del collo. E’ stata carina quando me l’hanno presentata perché ha fatto tutta una scena di svenimenti che mi si buttava addosso e diceve cose che io non capivo e poi mi ha detto “ Parte domani con me por el brasil”. Io ho riso e gli ho detto grazie e a che ora dovevo farmi trovare all’aeroporto. La scena madre, però, è stata quando il mio amico pop star (quello dell’acqua) ha rimorchiato un americano che apparteneva ad un gruppo, quindi il resto del gruppo di americani super vitaminizzati mi ha messo in mezzo, perché era ovvio che se uno si era accasato con il mio amico io dovevo ospitarne almeno un altro paio. Il mio contratto prematrimoniale al coma 11 del articolo 3 prevede che io una volta al mese abbia la possibilità di calcare le scene, calcare ma non battere…E poi tradirlo in quell’occasione sarebbe scontato. Tutto ciò significa che se l’amore trionfa non fa altrettanto la mia disintossicazione.

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